Grandi illustratori

image 62753L ’immagine, sia disegnata che fotografica, costituisce nelle pagine di un giornale o di un libro una sorta di finestra che rende più luminoso e chiaro il testo scritto. È uno stimolo per il lettore, lo invita a entrare nella pagina, spesso abbellendola, talvolta abbagliandola. Già nell’Ottocento l’immagine in bianco e nero è presente nei giornalini; alcune pagine con disegni al tratto o in sequenza anticiparono il fumetto, in Italia conosciuto solo nel secolo successivo.  Una novità ci fu con il “Novellino” (1899-1927), che introdusse nel giornalino il colore e ebbe tra i collaboratori “Yambo” (Enrico Novelli). Grande attenzione all’immagine anche, dal 1906, su “Il giornalino della Domenica”, di Vamba; sulle sue copertine veniva ospitata un’immagine di grandi illustratori, come Sergio Tofano, Antonio Rubino, Filiberto Scarpelli, Umberto Brunelleschi, Marcello Dudovich. È interessante ricordare che all’epoca gli illustratori, essendo anche pittori, aderivano spesso alle principali correnti artistiche (Yambo al Futurismo, Antonio Rubino al Liberty, Vinicio Berti all’Astrattismo, ecc.). Un passo decisivo ci fu, dal 1908, con il “Corriere di Piccoli” (detto il “Corrierino”). Voluto da Luigi Albertini, direttore del “Corriere della Sera”, la nuova testata traduce fumetti dagli Stati Uniti e affida a grandi illustratori italiani intere pagine su cui compaiono a colori, nei quasi cento anni di vita, decine di personaggi divenuti famosi. Tra i grandi illustratori del “Corrierino” ci piace ricordare lo stesso Rubino, disegnatore della testata e creatore di vari personaggi; Attilio Mussino che creò Bilbolbul; Sergio Tofano creatore dal 1917 dell’indimenticabile Bonaventura; Bruno Angoletta che dal 1928 creò Marmittone, il soldatino volenteroso che suo malgrado finisce sempre in prigione; Carlo Bisi inventore dal 1929 dell’irrequieto Sor Pampurio; Grazia Nidasio, che con le sue bambine ribelli, Stefi e Valentina Mela Verde, portò in primo piano negli anni Sessanta e Settanta le istanze della contestazione studentesca; Altan che nel 1975 esordisce con la Pimpa. Nel frattempo, anche sulla scia del successo del “Corriere dei Piccoli”, erano arrivate nelle edicole decine di altri giornalini che avevano chiamato a disegnare sulle loro pagine grandi illustratori. Si ricordano le due testate di ispirazione cattolica: dal 1924 “Il Giornalino” e dal 1937 “Il Vittorioso”, sulle cui pagine diede il meglio sé il geniale Benito Jacovitti, creatore negli anni Cinquanta di celebri personaggi come Cocco Bill e Cip l’Arcipoliziotto. Si ricorda inoltre, dal 1950, il “Pioniere”, di ispirazione comunista, sulle cui pagine comparvero prima i disegni di Raoul Verdini per illustrare Cipollino di Rodari e, nel 1963, i disegni di Vinicio Berti per dar vita al personaggio di Atomino, su testi di Marcello Argilli. Grandi illustratori furono chiamati dagli anni Trenta anche su “Topolino”, all’epoca un giornalino che ospitava grandi firme di illustratori italiani come Rino Albertarelli, Guido Moroni Celsi e Franco Caprioli, considerati i maestri del fumetto italiano.

                                                                                                                                                                       Ermanno Detti

Materiali in mostra

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Piera Storari 26 Ottobre 2023