Educare tra umanesimo e tecnologia: l’eredità di Mauro Laeng a 100 anni dalla nascita
«L’umanesimo […] non è separabile dal progresso della tecnica. […] Non due culture, ma una sola, una cultura che avanza con tutti i mezzi a disposizione».
11 marzo 2026
Aula magna Rettorato, via Ostiense 133
Ore 9.00 – 18.00
Valido ai fini del tirocinio interno per i Cdl Eduform e Sdeonline
Quest’anno ricorrono i 100 anni dalla nascita di Mauro Laeng, uno tra i più illuminati intellettuali del secondo Novecento, il cui pensiero ha abbracciato le scienze dell’educazione in un’ottica interdisciplinare ancora utile per leggere la complessità della nostra epoca contemporanea. Lo studioso italo-svizzero, filosofo di formazione, aveva innanzitutto colto l’enorme portata delle tecnologie digitali, specie per l’impatto che avrebbero avuto (e che di fatto stanno avendo) sulla formazione dell’uomo. Laeng ci ha così mostrato come chi si occupa di educazione abbia il dovere di indagare le implicazioni degli sviluppi scientifici sullo sviluppo della persona umana, in linea col suo motto per cui “La pedagogia è arte dell'educazione, ma anche la scienza di quest’arte e la filosofia di questa scienza”.
La giornata di studi in onore di Mauro Laeng dell’11 marzo 2026 coglie pertanto l’occasione del centenario per ripercorrere le tappe fondamentali del pensiero pedagogico dello studioso italo-svizzero attraverso le voci di studiosi e studiose - pedagogisti, educatori, ma anche filosofi, tecnologi, scienziati - che hanno incrociato nel loro percorso l’opera laenghiana. L’evento, che si terrà a partire dalle ore 9 presso l’aula Magna del Rettorato dell’Università Roma Tre, vuole mettere in luce l’attualità di un pensiero prismatico, interdisciplinare e transnazionale per una visione olistica delle scienze dell'educazione, così al centro del dibattito culturale in un’epoca di radicali e vorticose trasformazioni in termini sociali e di approccio al sapere.
Nato a Roma nel 1926, Laeng si è laureato in filosofia alla Cattolica di Milano, mostrando nei confronti della religione un’apertura interconfessionale, tanto da risultare vicino anche all’area laica che negli anni Sessanta s’interrogava sullo statuto epistemologico della disciplina pedagogica. Docente di Pedagogia all’Università La Sapienza dal 1964 al 1996, ha diretto il Museo Storico Didattico, contribuendo in maniera decisiva al suo rinnovamento all’interno dell’Università Roma Tre, cui oggi l’istituzione museale afferisce nella denominazione di MuSEd, Museo della Scuola e dell’Educazione, che porta il suo nome.
Tra gli altri è centrale nel suo percorso di ricerca la pubblicazione, nel 1969, del saggio L’educazione nella civiltà tecnologica, ancora attuale e denso di significato in un’epoca, la nostra, in cui le intelligenze artificiali collaborano alla nostra quotidianità e all’accesso al sapere. Si è occupato di pedagogia in un’ottica particolarmente ampia, con studi che spaziano dalla docimologia all’educazione comparata, dal gioco alla cibernetica, dall’insegnamento delle scienze alla didattica sperimentale. Ha inoltre diretto l’Enciclopedia pedagogica (6 voll., 1989-94), e l’Atlante della pedagogia (3 voll., 1990-93). Nel 1992 ha ricevuto la medaglia d’oro dei benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte e nel 2000 è stato insignito del titolo di professore Emerito sempre presso l’Università Roma Tre.
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